Argomenti: psicologia di trading - la regola delle 3 M - la mia esperienza trading e psicologia

Ritengo una delle cose basilari l'atteggiamento mentale nel trading. E' un argomento che mi ha sempre affascinato. Quindi ho studiato molto e continuo a studiare, mettendo la mia esperienza al servizio di chi vuole imparare a dominare le proprie emozioni. Ho concentrato in questo libro informazioni, considerazioni e riflessioni su questo tema, su cosa vuol dire "fare trading" in verità, esattamente l'opposto di quello che le sirene mediatiche del settore vogliono farci credere...

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Il trading è in realtà "gestione personale". Gestione di se stessi, delle proprie emozioni. Potrà sembra strano a qualcuno ma è così. Chi da anni fa questo lavoro lo sa benissimo e lo ha imparato a proprie spese. La cosa principale che un trader deve imparare è quindi gestire le emozioni e controllare le perdite perché è l'unica cosa su cui possiamo avere controllo. A livello di "quantità di denaro" controllando le perdite con gli stop loss, a livello psicologico mediante la disciplina, delle regole ferree e il controllo di sè stessi. La chiave nel trading è l'insieme di 3 cose: l'atteggiamento mentale, il metodo e la disciplina, il money management (ovvero la gestione del denaro).

Il mercato e questo lavoro vanno affrontati con consapevolezza, la consapevolezza che il mercato è matematica e che quindi l'approccio deve essere matematico e statistico. Non è per niente facile.

Video - Le 3 cose fondamentali nel trading

Il mercato è psicologia di massa, il prezzo si forma per le aspettative, le speranze, le delusioni, l'avidità, l'euforia di milioni di persone nel mondo, anche se attualmente molte operazioni di borsa sono delegate ad algoritmi quantitativi usati in gran parte da investitori istituzionali e banche "cosiddette" d'affari. Quindi bisogna un po' cercare di capire come funziona la psicologia di massa. Il singolo comportamento umano è imprevedibile ma il comportamento di massa è prevedibile a livello statistico. Il mercato è manipolato da grandi istituzioni, bisogna imparare a riconoscere i loro movimenti (attenti ai volumi!) e seguirli.

Prese singolarmente le persone non farebbero mai quello che fanno in massa. La singola persona è complicata, frutto di esperienza passata e i suoi ragionamenti, deduzioni, decisioni e preconcetti derivano dal suo passato e dalla sua storia sociale. Per le masse non è così. Le masse sono mosse da pochi basilari sentimenti e in borsa questi sentimenti si riflettono nel prezzo. Vi consiglio una bellissima lettura: Psicologia delle folle di Gustave Le Bon. Una goccia d'acqua seguirà la corrente, non potrà mai andargli contro. Questo è un concetto basilare. Quando fate trading siete voi e il mercato, nessun altro. Il mercato farà quello che deve fare e voi potete solo seguirlo. Pensare di anticiparlo o essere più furbi di chiunque altro porterà solo alla rovina.

Quindi: se il mercato va dove deve andare, essendoci solo voi e il mercato chi è il vostro nemico? Il mercato? No: siete voi stessi.

Il trading per il 20% è tecnica: quindi dovete STUDIARE E ALLENARVI, ALLENARVI E ALLENARVI! Fatelo in simulazione e quando vi sentirete sicuri operate con denaro reale. L'analisi tecnica va conosciuta al meglio, le relazioni intermarket anche, quali sono le notizie macroeconomiche che influenzano il mercato pure. Oggi con la rete potete trovare migliaia di videocorsi, di informazioni ecc. Ma purtroppo affrontiamo la nostra formazione con superficialità, tanto è tutto gratis, e accediamo alle informazioni in modo sconfusionato e disordinato. C'è bisogno di "vera" formazione in ogni campo, perché non nel trading? Quindi il mio consiglio è: investite in formazione: spenderete molto ma molto meno che l'insieme delle perdite che subirete per arroganza e superficialità nei confronti di voi stessi. Siamo portati a credere che sia facile fare soldi in borsa e non è così. Quindi qualche ora di formazione per indirizzare gli studi e le energie è basilare. Umiltà signori. Siamo qui per imparare e non si smette mai, sia nel trading che nella vita. Leggete le notizie ma non fate trading sulle informazioni che riportano, noi le sappiamo sempre dopo e spesso sono create ad hoc.

In sintesi bisogna trovare un modo di fare trading consona al nostro modo di essere. Quindi provate fino allo sfinimento per trovare "il vostro" modo di fare trading, quello in cui vi sentite più a vostro agio e in questa ricerca cercate di trovare soprattutto la semplicità che è sempre la cosa che funziona meglio. Una volta trovata la vostra tecnica (o pattern, cioè un insieme di situazioni e segnali che statisticamente si ripetono, per es. triangoli, rettangoli, pattern candlestick ecc.) dovrete continuare ad usare quella per imparare a usarla al meglio, ottimizzarla e cercare di migliorarla. Come un ragazzo che in una bottega impara a fare i violini... ci vuole tempo e SPECIALIZZAZIONE, ovvero fare una cosa sola ma farla sempre meglio. Poi dovete fare una ricerca statistica sui grafici, vedere che resa in percentuale dà il vostro pattern e se restituisce una buona percentuale probabilistica potrebbe andare bene. A questo punto fissare una serie di regole per l'entrata, la gestione del trade e l'uscita, lo stop. Queste regole dovrete seguirle con DISCIPLINA altrimenti otterrete un risultato rovinoso. Non crediate che sia semplice. Tutti i  trader arrivano ad operare bene solo dopo grosse perdite e grandi sofferenze. Io non posso augurarvi di non provarle ovviamente, perché è essenziale fare esperienza ed è con le esperienze amare che si impara di più, qualunque trader ci deve passare o ci è passato. Non siate presuntuosi o il mercato vi punirà.

Guardatevi dai "guru", da quelli che "sanno tutto" perfino dove andrà il mercato. Se conoscete qualche bravo trader spendete qualche soldo in formazione, fatela con qualcuno che vi trasmette senso di sicurezza, vi aiuterà molto, capirete più in fretta ed eviterete molti errori. Una tecnica di trading non funziona se non è "personalizzata", se non è e non la sentite "vostra", compatibile con il vostro modo di operare e con il vostro carattere. Una tecnica di trading funziona quando il mercato è in certe condizioni, non sempre. Quindi bisogna avere tecniche differenti in funzione al mercato che si affronta e alle sue condizioni. Una tecnica che segue il trend non funzionerà se il mercato non è in trend. Una tecnica che sfrutta la volatilità non funzionerà in un mercato non volatile.

Usate quello che imparate, provate le varie tecniche, fate tanta simulazione, guardate migliaia di grafici, cercate di capire perché il prezzo si muove in un determinato modo, cercate di capire in che fase si trova il mercato. Se bastasse una media mobile per fare trading il mondo sarebbe pieno di straricconi e nessuno avrebbe problemi. In borsa nulla è ciò che sembra. DOVETE IMPARARE A RAGIONATE IN TERMINI DI PROBABILITA'!

L'altro 80% del trading è psicologia. Conoscenza di voi stessi, delle vostre reazioni ed emozioni... e quindi: autocontrollo. Avere un metodo con regole precise e seguirle con disciplina. E' tutto qui. Dovete imparare a "guardarvi obiettivamente" mentre fate trading, tenere un diario dove segnare le proprie decisioni e perché sono state prese, segnare le proprie emozioni e stati d'animo per potervi osservare, capire quali sono gli errori che fate e cercare di correggerli. Ci vuole studio, dedizione, sperimentazione, umiltà, caparbietà, tenacia, volontà. Bisogna sempre essere preparati all'imprevedibile, all'imponderabile, al "cigno nero". Dovete cercare di non farvi ingannare dal mercato, ovvero non dovete ingannare voi stessi convincendovi di vedere "per forza" quello che volete vedere voi senza guardare freddamente cosa sta facendo in realtà il mercato. E dopo aver studiato dovete capire voi stessi per dominarvi e in funzione a questo costruire le vostre personali tecniche. Non siate illusionisti di voi stessi. Il trading non è una lotta con il mercato ma una lotta con se stessi.

Bisogna imparare ad accettare la sconfitta con umiltà e riconoscerla prima che diventi una disfatta. Le perdite sono parte integrante della vita di un trader. Fare 10 operazioni perdendone 6 per 100 dollari l'una e vincendone 4 per 300 dollari l'una vi porta ad un guadagno di 600 dollari. Se le 6 perdenti sono da 300 dollari l'una vi state rovinando. E torniamo ad una delle prime affermazioni all'inizio della pagina: imparare a perdere. Non "quanto" ma "come".

Il trading deve essere un piacere, non uno stress. Se è uno stress c'è qualcosa che non và. Nella pagina link utili-libri ho inserito quelli che sono secondo me sono libri importanti da leggere e studiare. Quelli che fino ad ora ho letto e studiato... e ce n'è un'altra pila sempre pronta per quanto mi riguarda. Inutile scrivere cose mille volte scritte... digitate "psicologia di trading" in Google e avrete centinaia di pagine che vi parleranno della psicologia nel trading, anche se in realtà dovremmo parlare non di psicologia ma di atteggiamento mentale.

Vi espongo una semplice regola chiamata "La regola delle 3 M". Più sotto scriverò quale è stata la mia esperienza e i passaggi tecnici ed emozionali che mi hanno portato fino a qui. Questa regola è stata scritta da uno dei più grandi treder, Alexander Elder.

La regola delle 3 M

1 - Mind (mente): atteggiamento mentale, controllo delle emozioni, disciplina

La differenza tra un trading vincente e uno perdente è l'atteggiamento mentale.
Il mercato è fatto da grandi istituzionali e milioni di trader, che sono umani.
La massa ragiona in modo molto primitivo e tende a ripetersi. I pattern di prezzo sono reazioni della massa. Dobbiamo imparare a difenderci dal mercato e dalle perdite, posizionando gli stop in maniera giusta, qualche tick sopra/sotto a resistenze/supporti.

Se uno stop è troppo alto per il nostro money management non operiamo.
Molto spesso in paper trading si fa bene ma poi sui mercati no.
Questo perché entrano in gioco emozioni, sentimenti e il nostro inconscio. L'avidità: volersi rifare, voler guadagnare di più, usare misure di posizioni non consone al nostro capitale, lasciare una posizione in perdita sperando che si riprenda perché non vogliamo ammettere di avere sbagliato e non accettiamo le perdite, lasciar correre una perdita perché "tanto torna su", entrare in un trade con euforia perché abbiamo guadagnato e ci sentiamo forti o sentiamo di "essere diventati bravi".
Le perdite fanno parte del trading.

Seguiamo il mercato, non dobbiamo avere la presunzione di anticiparlo.
Non "entrare" in posizione, ma "entrare se ci sono le condizioni". Lo strumento che ci permette di decidere se ci sono le condizioni è l'analisi tecnica.

Avidità, paura, euforia, panico: sono i nostri sentimenti, delle masse e del mercato.
Bisogna imparare a non farsi schiacciare da essi.
Dobbiamo essere delle "macchine" evitando di farsi prendere dall'emotività.
Lo strumento è la "disciplina" e la conoscenza di sé stessi.
Non mentitevi! Non nascondetevi dietro il mercato o dando la colpa a fattori esterni da voi.
Non ingannatevi. Ditevi la verità. Le decisioni le prendete voi, non il mercato.

 

2 - Method (metodo): creare i nostri trading system e seguirli con disciplina

Creare trading system consoni alla nostra personalità, che abbiamo sperimentato e che funzionano per noi, semplici, diversi in funzione delle condizioni del mercato.
Seguire le nostre regole con DISCIPLINA! Dobbiamo sapere cosa fare, dove entrare e dove uscire PRIMA di entrare a mercato, quindi dobbiamo definire una strategia. Se abbiamo definito stop e obbiettivi e seguiamo disciplinatamente il nostro trading system non dobbiamo avere paura.

Fermarsi dopo una serie negativa, riesaminare il nostro trading system, il nostro modo di fare trading
e le operazioni effettuate.

Tenere un diario di trading, salvare i grafici prima e dopo l'operazione segnare prezzi di entrata e uscita,
stop e target, spostamenti di stop, le decisioni che ci fanno entrare/uscire in un trade.

Nessuno ci darà il santo graal. Usiamo oscillatori e indicatori con parsimonia, per trarre indicazioni, non basta un oscillatore per fare trading, altrimenti saremmo tutti vincenti. Possiamo usarli come filtri per avere conferme.

Bisogna sempre studiare e osservare. Non si arriva mai ad un punto finito. Bisogna sempre cercare di migliorarsi e migliore i nostri sistemi perché il mercato cambia. Operiamo aspettando le opportunità migliori, tradare spesso porta all'overtrading che genera confusione e perdite.
Il nostro scopo è tradare bene, che non significa tradare spesso.
Se usiamo gli stop e la disciplina i guadagni verranno da sè.

Attenti alle notizie: leggere ma non fare trading sulla base di quelle, noi le sappiamo sempre dopo.
Non credere ai guru, nessuno vi darà la formula magica
.


IPOTETICO ESEMPIO REGOLE PER TRADING SYSTEM


>
METTERE SEMPRE GLI STOP!!!
> NON FARSI PRENDERE DALLE EMOZIONI O DALL'AVIDITA'
> USARE STOP PROFIT PER TUTTA O META' POSIZIONE
> AZIONI: STOP FISSO -5%/-3%. 3%/1,5% DI GAIN STOP A PAREGGIO. VALUTARE VENDITA META' POSIZIONE
> NON RICOMPRARE IN GIORNATA UN'AZIONE VENDUTA IN GAIN
> NON COMPRARE SENZA ANALISI
> NON COMPRARE SU CONVINZIONI
> QUANDO COMPRO UN'AZIONE CHE VA SU/GIU' SUBITO METTERE STOP A PAREGGIO (daytrading)
> SE PERDO 3 OPERAZIONI DI FILA MI FERMO PER 2 GIORNI E RIESAMINO LA MIA OPERATIVITA'
> NON OPERARE PER FORZA TUTTI I GIORNI!!!
> ASPETTARE LE OCCASIONI GIUSTE CHE RISPETTANO IL MIO SET-UP
> NON OPERARE SE NON CI SONO LE CONDIZIONI O NON SONO RISPETTATI I SETUP E I RAPPORTI DI STOP STABILITI
> STOPPARE LE PERDITE E LASCIARE CORRERE I GUADAGNI!!!
> MANTENERE ALMENO IL 30% DI LIQUIDITA'
> VALUTARE DI AUMENTARE LE POSIZIONI VINCENTI
> NON COMPRARE SU TRIMESTRALI O EVENTI MACROECONOMICI IMPORTANTI
> SFRUTTARE I TUFFI DEL MERCATO
> TENERE UN DIARIO DI TRADING
> APRIRE POSIZIONI CONSONE AL MIO MONEY MANAGEMENT

 

3 - Money management (regole per la gestione del capitale e delle perdite)

Imparare costa fatica, tempo, studio, energia e denaro.
Il trading è un'attività che bisogna prendere molto sul serio, come una qualsiasi impresa.
Voi siete gli amministratori delegati. Gli oscillatori, gli indicatori e gli strumenti di analisi tecnica
sono i vostri consulenti.
Le vostre spese sono: computer, software, libri, commissioni, tasse e perdite..
Non destinate al trading denaro che serve per vivere; impiegate nel trading il 50/70% massimo del capitale di trading; rischiate al massimo il 2% per ogni trade; non esponetevi troppo con posizioni troppo grosse (avidità), partire con piccole posizioni e poi incrementare.
Mantenete almeno il 30% di liquidità per le occasioni che si presentano.
Per un trader raggiungere il 30% di gain in un anno è un ottimo risultato.

La mia esperienza

Iniziai nel 2005. A quel tempo ero un web designer e specializzato in ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca. Come molti quasi per gioco, investendo in qualche azione che conoscevo come Google, Apple, Amazon. E qualcosa ho guadagnato. L'euforia con il guadagno era tanta, ma anche la sofferenza a vedere l'investimento in rosso. Non avevo la più pallida idea di cos'era un grafico, di cos'era la borsa, pensavo si guadagnasse facilmente, si comprava e si aspettava di guadagnare. Poi ho preso qualche fondo. Poi ho cominciato a vedere azioni che facevano il 20%, il 60% in un giorno e mi sono fatto ingolosire (avidità)... così ho preso le mie prime "batoste" perdendo quasi tutto quello che avevo messo in quelle azioni. Ci ho rinunciato e nel frattempo nella mia vita facevo altre cose, ma avevo alcune azioni in forte perdita. "Lasciamole lì... prima o poi torneranno su..." Ma non tornavano su. Mi ero rassegnato e non ho proseguito con gli investimenti. Probabilmente non faceva per me. "Per investire ci vogliono tanti soldi" pensavo...

Passarono alcuni anni, feci alcune esperienze commerciali in Italia e Spagna. L'ultima fu abbastanza disastrosa e vuoi per la crisi, vuoi per altre cose tra cui l'aspettativa mia non conforme alla realtà, vendetti l'attività.
A questo punto della vita, a 50 anni suonati, trovare un lavoro diventava difficile. Volevo però un lavoro indipendente e che possibilmente non avesse a che fare con normative, burocrazia, problemi con clienti e fornitori, commercialisti ecc.. E pensai di intraprendere l'attività di trading e di farlo seriamente, proprio come una professione. Come quando entrai nel mondo commerciale del vino mi misi a studiare, così con il trading feci la medesima cosa. Iniziai a frequentare corsi, a comprare e studiare libri e nel frattempo mi dilettavo un po' con qualche piccolo investimento a breve.

All'inizio guardavo i grafici e se andavano su compravo, se andavano giù no. Sarà stata la classica fortuna del principiante ma ne azzeccai qualcuna bella e mi salì l'entusiasmo. "Se vado così ora figurati quando avrò studiato!". Il senso di sicurezza si appropriò della mia mente (superbia). E fu fatale.

Il mio capitale era poco, qualche migliaio di euro. Avevo sempre investito nelle borse americane (da buon italiano non mi fido delle cose di casa) e investii tutto quello che avevo in varie azioni. Ormai ero diventato presuntuoso, senza conoscere le borse, la macroeconomia e le sue relazioni con il mercato compravo e vendevo azioni. Avevo studiato un po' di analisi tecnica e non sapevo ancora il forte ruolo della psicologia nel trading. Incappai in quello che in gergo si chiama "correzione dei mercati", una brusca discesa per riportare i prezzi a livelli accettabili, assestamenti dei fondi ecc.. Mi ritrovai con metà capitale nel giro di qualche giorno. Ero basito, incapace di fare qualsiasi cosa, come intontito (paura)... e non avevo messo gli stop. "Cosa li metto a fare tanto prima o poi torna su..." Errore imperdonabile che a un trader costa parecchio.

In più scoprivo che esisteva la marginazione, ovvero mettendo una percentuale della cifra che serviva per comprare un'azione. Il resto te lo prestava la banca. Ovviamente la banca mette uno stop per proteggere te da perdite troppo elevate e per proteggersi a sua volta. La marginazione se non la conosci e la usi bene può essere fatale. Lasciavo le posizioni aperte senza mettere stop. Lo stesso ragionamento al contrario quando mi fissavo un target: "lo sposto su così guadagno di più"... e l'azione iniziava scendere. La frustrazione che dà a un trader un mancato guadagno è davvero forte. Questi erano i ragionamenti. Niente di più sbagliato. Infatti quando ero in vacanza incappai in una delle giornate più nere per le borse. Il Nasdaq aprì a -8%! Così persi in un botto una somma che era il doppio dello stop. Era come se mi fosse passato sopra un camion! Mi sentivo terribilmente a terra, come preso in giro dai mercati, come se qualcuno fosse lì ad aspettare me, il pollo di turno.
Non capivo dove e cosa sbagliavo... e così ne vennero altre di perdite consistenti. Nel giro di un anno e mezzo ero rimasto con il 30% del capitale iniziale! "Che bravo trader!" "Stì stronzi mi prendono per i fondelli! Fanno quello che vogliono" "Vuoi vedere che se metto lo stop me lo prende e poi torna su?"... cosa che immancabilmente succedeva. Non pensavo che ero io a mettere gli stop nel punto sbagliato, cercavo una scusa... sembrava che il mercato facesse apposta per darmi contro. E continuavo a fare gli stessi errori, per superbia, per presunzione.

Poi lessi un libro che secondo me non può mancare nello studio di un trader: Vivere di trading di Elder, uno psicologo americano con la passione per il trading. Quel libro mi mise come davanti allo specchio. Mi resi conto che davo la colpa dei miei fallimenti ad altro, al mercato, ai grandi investitori... ma non a chi la colpa la aveva davvero: me stesso. Ma non sapevo cosa fare... Poi lessi Trading in the zone di Mark Douglas... e fu una rivelazione. Quel libro mi mise a nudo e ripartii da zero, ovvero da me stesso. L'unico libro di trading che non ha neanche un grafico! Interessante vero?

Iniziai a scrivere un diario di trading, a rileggerlo per osservarmi. Mi resi conto che quando ero a mercato volevo che il mercato facesse quello che volevo io, che se entravo in un trade era perché stavo vedendo quello che volevo io, non cosa stava facendo il mercato, che volevo in realtà soddisfare dei miei bisogni. E in più non avevo un mio metodo, un metodo che rispettasse me stesso e quella specie di metodo che mi ero fatto fino ad allora non lo rispettavo, non rispettavo le regole che mi ero imposto. "Ma se vedi che stai perdendo, perché non esci dalla posizione e  accetti la sconfitta? non saresti più tranquillo avendo perso poco piuttosto che crogiolarti guardando il grafico in rosso che continua a scendere?" mi dicevo. E cominciai a rispettare me stesso un po' di più. Continuai a studiare ritrovando la passione e la voglia di imparare, ritrovando l'umiltà dentro di me.

Iniziai a mettere gli stop, a non operare per forza tutti i giorni ma solo quando c'erano le condizioni. Iniziai ad osservare il mercato invece di pensare che facesse quello che volevo io. Iniziai a studiare e sperimentare metodi e tecniche di trading consone con il mio carattere, ad aprire posizioni più piccole senza farsi prendere dall'avidità. Ogni volta che mi veniva la voglia di entrare in posizione cominciavo a chiedermi "sei sicuro? cosa ti dice il mercato? perché vuoi entrare? per rifarti o perché ci sono le condizioni? cosa ti sta muovendo? l'avidità? la presunzione? hai fatto l'analisi? cosa ti dicono le candele?"... e il ditino che prima faceva click ora aspettava.

Iniziai una ricerca statistica, trovai i miei pattern e le mie regole, le mie tecniche personali che iniziai a usare in simulazione, cercando sempre di essere il più freddo e distaccato possibile, cercando di controllare e dominare le mie emozioni con un mezzo molto semplice: seguire le regole che mi ero dato senza se e senza ma. Continuavo a tenere un diario delle operazioni e dei sentimenti che provavo. Iniziavo a capire che il problema era la mia presunzione e il mio carattere e cominciai a lavorarci sopra. Stampai un foglio con le regole e lo appiccicai al muro davanti ai miei occhi. Iniziai anche ad essere meno presuntuoso e più scettico anche quando le condizioni del mercato erano al meglio. Mi educai ad essere sempre pronto all'imprevedibile, al "cigno nero" (altro bellissimo libro che consiglio).

Presi maggiore coscienza di me stesso, delle mie emozioni e di come controllarle. Testato per bene il mio metodo personale e le mie tecniche iniziai a fare trading seguendole e seguendo le regole che mi ero dato. E le cose iniziarono a funzionare davvero. Alcune operazioni in perdita che accettavo con umiltà e alle quali avevo ben piazzato gli stop, altre in guadagno.

E oggi che continuo a studiare e a lavorare per trovare altre tecniche e per migliorare quelle che già uso, il risultato è che faccio trading con piacere, rilassato, anche se non smetto mai di pensare che tutto può succedere in qualsiasi momento. Ho recuperato le mie perdite e guadagno regolarmente il mio denaro. Metto target accettabili e se avrei potuto guadagnare di più mi dico: "ho guadagnato, punto".

Ho scritto alcuni libri e altri penso che ne scriverò in futuro. E insegno. Adoro insegnare, trasmettere la mia esperienza e aiutare altri a diventare trader da zero o trader migliori. Qualcosa lo rimetto nel trading, qualcosa lo uso per togliermi qualche sfizio o per portare a cena mia moglie o per concederci qualche fine settimana di relax.

Ho ritrovato la passione per questo meraviglioso, affascinante e difficile lavoro. Sono contento di me stesso, di dove sono arrivato e come, senza mai dimenticare che bisogna continuare a crescere, a studiare e a porsi dinanzi al mercato con grande umiltà. Molto mi hanno dato i miei "colleghi", un piccolo gruppo di persone di tutta Italia con cui condivido idee, segnali, tecniche ecc.
Un mio vivo consiglio è: frequentate i forum di finanza, c'è molta gente preparata e potete imparare molto, ma soprattutto FATE FORMAZIONE! Il formatore non deve essere un insegnante ma una "guida", un coach, qualcuno che riesca ad indirizzarvi sulla giusta strada, che tiri fuori il meglio da voi. Scegliete qualcuno con cui sentite di poter avere feeling.

Spero che la mia esperienza possa in qualche modo aiutare qualcuno a migliorare la sua. Siate umili e sinceri con voi stessi. Il mercato fa quello che deve fare. Voi dovete rispettarvi e non ingannarvi.

Buona fortuna e buon trading


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