Argomenti: analisi tecnica e fondamentale - strumenti di analisi tecnica analisi tecnica

Esistono 2 tipi di analisi: analisi fondamentale e analisi tecnica.

L'analisi fondamentale prende in considerazione i parametri "commerciali", ovvero i dati di bilancio, le prospettive di crescita, il fatturato, la cassa, i debiti ecc. e viene utilizzata per gli investimenti di lungo termine.

L'analisi tecnica invece prende in considerazione i grafici, determinati livelli di prezzo, determinate configurazioni grafiche e si avvale dell'ausilio di strumenti come oscillatori, indicatori, medie mobili, livelli di Fibonacci ecc. Questo tipo di analisi è quella più utilizzata dai traders. Fondamentalmente l'analisi tecnica è "analisi della psicologia del mercato, ovvero psicologia di massa". I grafici attualmente visualizzati e i più diffusi sono i grafici a candele giapponesi dette anche "candlestick". La candela giapponese a colpo d'occhio dà i 4 principali prezzi della giornata (in caso di grafici per es. orari i prezzi saranno riferiti all'ultima ora di contrattazione ecc.): massimo, minimo, apertura e chiusura. Ognuno di questi prezzi è importante. Le candele giapponesi furono inventate 200 anni fa e riflettono la psicologia del mercato in quel preciso momento. Alcune candele o formazioni di candele riflettono particolari comportamenti del mercato e possono essere utilizzate per predire il movimento dei prezzi. Queste formazioni vengono chiamate pattern. Alla pagina candlestick potete vedere alcuni esempi. Non tutti gli strumenti finanziari sono visualizzati con grafici a candele, alcuni come ad es. i fondi hanno solo il prezzo di chiusura e quindi saranno grafici lineari.

In questa pagina prendiamo in considerazione l'analisi tecnica e i sui fondamentali, indispensabili per chi vuole investire e imprescindibili per chi vuole fare trading. Naturalmente per questi ultimi bisogna molto approfondire e conoscere molto bene questo tipo di analisi. Affiancata all'analisi candlestick è un potente strumento di previsione.
Il padre dell'analisi tecnica è Charles Dow che nel 1882 fondò insieme al suo socio Edward Jones la Dow Jones & Company. Partiamo dalle 3 considerazioni base:

1 - il mercato (e quindi il prezzo) sconta tutto, ovvero nel prezzo si riflettono tutte le notizie, le condizioni economiche del momento e il "sentiment" degli investitori;
2 - i prezzi si muovono dentro a un trend;
3 - la storia si ripete.

Il concetto di trend è fondamentale. Il trend, cioè lo sviluppo futuro del prezzo, può essere di 3 tipi: al rialzo ("bullish"), al ribasso ("bearish"), o "laterale" (ovvero svilupparsi in una determinata area senza andare né su ne giù). E' importante riuscire ad individuare qual'è il trend prima di prendere qualsiasi decisione. Il trend può essere di lungo, di medio o di breve termine. Il trend di lungo conterrà trend di medio al rialzo e al ribasso, e a sua volta il trend di medio conterrà al rialzo e al ribasso trend di breve. In un trend al rialzo o al ribasso ci sono movimenti di presa di profitto che si chiamano "ritracciamenti", chiamati in gergo "pullback". E' essenziale operare nella direzione del trend. Per investitori di lungo termine bisogna quindi considerare il trend di lungo termine.

Sappiate che quando siamo in un trend ci sono ritracciamenti (cioè il trend sembra invertire ma non è così) per prese di profitto e momenti di "consolidamento", ovvero periodi di lateralità di mercato in cui il prezzo si muove entro un range ristretto e sembra non voler andare ne su ne giù. Dopo  il periodo di consolidamento il prezzo quasi sempre riparte nella direzione del trend (vedi figure di continuazione/consolidamento più sotto).

Grafico settimanale con medie mobili a 20/50/200 periodi ovvero, in questo caso, le medie delle ultime 20/50/200 settimane. Sono visualizzati anche i vari tipi di trend. Il trend in generale può essere anche individuato dalle medie mobili: quando i prezzi si mantengono al di sopra della media mobile il trend è al rialzo e viceversa.

La storia si ripete vuol dire che i prezzi sono mossi da "sentiment" umani e i comportamenti umani tendono a ripetersi, così è possibile individuare particolari formazioni di prezzo (i pattern) e figure grafiche che anticipano movimenti di mercato spostando le probabilità di uno sviluppo futuro del prezzo.
Prendiamo in considerazione le cose fondamentali. Come individuare un trend? Collegando massimi del grafico in un trend al ribasso e minimi del grafico in un trend al rialzo, oppure osservando la direzione delle medie mobili. Disegnando una riga che collega massimi o minimi abbiamo tracciato una trendline.

Trendline. La rottura delle trendline al rialzo o al ribasso genera movimenti importanti.

Supporti e resistenze. Sono livelli di prezzo toccati più volte dal mercato o livelli di prezzo di riferimento. Per fare un esempio se siete in una stanza il pavimento è un "supporto" e il soffitto una "resistenza". Massimi e minimi importanti costituiscono punti di supporto o resistenza. Quando uno di questi livelli viene superato con volumi il movimento prosegue nella stessa direzione. per tornare all'esempio che ho appena fatto saltare sul pavimento con molta forza può farlo crollare e picchiare con forza sul soffitto può portare a bucare il soffitto. La forza sono appunto i volumi. Ogni supporto violato al ribasso diventa a sua volta una resistenza ed ogni resistenza violata diventa un supporto. Il concetto si capisce osservando il grafico.

Notate come le linee orizzontali tracciate sui massimi e sui minimi siano zone importanti per inversioni di prezzo o continuazione del movimento in atto. Notate inoltre come massimi e minimi vengano spesso "ritestati". Supporti e resistenze sono livelli di prezzo di riferimento per il mercato.

Alcune volte i prezzi oscillano tra un massimo e un minimo che vengono toccati più volte e in questo caso si può disegnare un canale dove si può "tradare" uno strumento avendo punti di riferimento precisi. Più un prezzo sarà toccato con massimi e minimi (di lungo, di medio o di breve termine) più diventerà un livello di prezzo importante. Ci sono canali al rialzo, al ribasso o laterali.

Canale orizzontale o laterale.

Canale ascendente.

Canale discendente.

Le medie mobili. Lo dice la parola stessa, sono medie dei prezzi di X periodi (es. una media mobile di 20 periodi è la media degli ultimi 20 prezzi di chiusura). Per periodo si intende il "timing" del grafico che si considera. Su un grafico giornaliero la media a 20 periodi sarà la media dei prezzi di chiusura degli ultimi 20 giorni, su un grafico settimanale delle ultime 20 settimane, su un grafico orario delle ultime 20 ore... e così via. Possono essere di 2 tipi, semplici o esponenziali. Le medie esponenziali vengono calcolate con un algoritmo che dà maggiore importanza agli ultimi prezzi.

Medie mobili semplici a 20, 50 e 200 periodi.

I volumi. Sono molto importanti per confermare quanto "forte" è l'azione dei traders su un determinato prezzo. I volumi sono i "volumi di scambio", ovvero il numero delle azioni scambiate. Va da sé che forti volumi indicano una maggiore forza del movimento in atto e un alto interesse degli investitori. Per esempio, se il prezzo di una azione sale ma con scarsi volumi probabilmente quella salita di prezzo non continuerà. Viceversa il movimento potrebbe prolungarsi nel tempo. Nella vendita invece forti volumi posso anticipare una inversione di mercato o un forte movimento al ribasso.

 I forti volumi evidenziati con il circolino a sinistra hanno generato un forte movimento rialzista
e nel circolino a destra una veloce discesa dei prezzi.

Configurazioni grafiche. L'andamento degli scambi a volte dà origine a determinate figure grafiche: testa e spalle ribassista o rialzista, triangoli, bandiere, doppio o triplo massimo, doppio o multiplo minimo ecc. Nei grafici a seguire potete vedere alcune di queste formazioni e il movimento che ne segue. Le figure di inversione presuppongono che ci sia in atto un trend, le figure di continuazione costituiscono una pausa per poi proseguire il trend in atto. C'è anche un semplice modo per calcolare possibili obiettivi di prezzo.

Principali figure di inversione

Principali figure di continuazione/consolidamento

Obbiettivi di prezzo con medie mobili, ritracciamenti di Fibonacci e trendline.

Livelli di ritracciamento di Fibonacci. Il matematico pisano aveva osservato la natura per formulare la sua "sequenza" di numeri, i famosi numeri di Fibonacci appunto. Ogni numero è la somma dei 2 precedenti: 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21.... ecc, Nel trading questi ritracciamenti si chiamano "livelli di Fibonacci" e corrispondono al 23,6%, 38,2%, 50%, 61,8%, 100%, 161,8%, 261,8%, 423,6% del movimento di prezzo. Vengono tracciati da un minimo (0%) a un massimo (100%) o da un massimo (0%) a un minimo (100%) in funzione del trend. Nella figura precedente e in quella che segue sono tracciati dal minimo al massimo e potete osservare come questi livelli funzionino da supporti e resistenze. Dopo un movimento al rialzo per es. ci possono essere ritracciamenti arrotondati (30%, 50%, 70% circa e 100%). Il ritracciamento più ricorrente è quello del 50%.

Divergenze. Un altro importante ed efficace metodo per entrare a mercato è sfruttare le "divergenze". Le divergenze appaiono su un oscillatore (per esempio l'RSI o lo Stocastico) o un indicatore (per esempio il Momentum o il %B). La divergenza altro non è che un comportamento dell'indicatore o dell'oscillatore che "diverge" dal comportamento del prezzo sul grafico. Le divergenze hanno una grandissima efficacia. Nella figura che segue potete vedere come si formano e cosa comportano nello sviluppo dei prezzi. Le divergenze funzionano meglio e sono più affidabili su grafici daily e settimanali.

Nell'immagine seguente potete vedere le divergenza dell'RSI su grafico daily. L'RSI è un'oscillatore e gli oscillatori si muovono tra i valori di 0 e 100. Sotto area 30 siamo in "ipervenduto" e sopra area 70 siamo in "ipercomprato". Le divergenze si sviluppano in queste aree. Notate  come nel circoletto di sinistra sul grafico il 2° minimo sia più basso del precedente, ma la cosa si riflette in maniera opposta sull'RSI che è in area di ipervenduto, ovvero nel circoletto sull'RSI il secondo minimo è più in alto. Sui massimi nei circoletti al centro invece il secondo massimo più alto sul grafico forma un secondo massimo più basso sull'oscillatore che è in area di ipercomprato. Questo significa che il movimento ha perso forza ed è al limite. E infatti subito dopo si è sviluppata un'inversione del trend.

Gap. I gap si formano quando uno strumento o un azione apre la giornata di scambio con un "salto" di prezzo verso l'alto o verso il basso, generalmente dovuti a notizie importanti, presentazione dei risultati economici trimestrali di molto superiori o inferiori alle attese degli analisti, oppure semplicemente ai movimenti degli scambi in premercato. Se non sono troppo ampi generalmente vengono chiusi in giornata o nel giro di pochi giorni. Se sono ampi la "finestra" di prezzo che si è creata diventa un forte supporto o resistenza. E' opinione diffusa tra gli operatori che ogni gap verrà prima o poi chiuso e questo avviene nel 99% dei casi. Può avvenire anche dopo anni. Non in tutti gli strumenti finanziari ci sono gap. Nell'azionario è tipico, nel forex per esempio praticamente non avviene. Un gap può invertire la tendenza di un trend o confermarne la continuazione. Se un gap ampio si forma dopo un forte movimento al rialzo o al ribasso nella direzione opposta del trend si chiama gap di inversione, se avviene a metà o comunque durante il trend gap di continuazione, se avviene alla fine di un forte movimento al rialzo o al ribasso poco prima di una inversione si chiama gap di esaurimento.

Sulla rete ci sono migliaia di siti dove trovare informazioni e molti video formativi, oltre a quelli che trovate in questo sito. Vi consiglio di fare ricerche e vedere qualcuno di questi video.

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